Ecobonus automotive 2024: tutto quello che c'è da sapere

Dicembre 25, 2023

Mentre ci prepariamo a lasciare il 2023 alle spalle, tra le cose che conserveremo e porteremo aventi nel prossimo anno ci sarà scuramente l’Ecobonus, una misura governativa per incentivare gli acquisti per veicoli non inquinanti. Secondo quanto dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, per il 2024 saranno stanziati 610 milioni ai quali si aggiungeranno 320 milioni rimasti inutilizzati dall’anno passato.

Gli incentivi sono destinati all’acquisto di autoveicoli, motocicli, ciclomotori ed anche a chi decide di cambiare taxi o rinnovare il proprio parco auto. Tra i principali scopi della misura vi sono inoltre la rottamazione delle macchine euro 0, 1, 2 e 3, sostenere le famiglie con redditi medio-bassi e incrementare la produzione nazionale.

Fasce Ecobonus automotive 2024

È innegabile che uno dei temi centrali che ha catalizzato l'attenzione degli ultimi anni sia stato il crescente interesse per la sostenibilità e la transizione verso un futuro più eco-sostenibile. Secondo le prime indiscrezioni, poiché la certezza la si potrebbe avere ad inizio gennaio, gli incentivi verranno erogati secondo gli standard tabellari degli ecobonus del 2022 e 2023 e verranno calcolati sulla base del proprio Isee, sulla rottamazione o meno e sulle emissioni di CO2 del veicolo scelto per l’acquisto. Dunque, le fasce principali sono tre e riferite alle amissioni di CO2:

  • Prima fascia: 0-20 g/km (auto elettriche o a idrogeno)
  • Seconda fascia: 21-60 g/km (auto ibride plug-in)
  • Terza fascia: 61-135 g/km (auto mild hybrid e full hybrid, benzina e diesel, metano e gpl)

Facendo qualche esempio concreto, con un Isee inferiore a 30 mila euro, senza nessuna rottamazione e l’acquisto di una macchina di prima fascia si potrà godere di un contributo fino a 7.500 euro con un tetto massimo di spesa di 35 mila euro. Incentivo che si alza fino a 13.750 euro se si rottama un’auto euro 0, 1 o 2. Con la stessa situazione Isee e tetto massimo di spesa, senza alcuna rottamazione e acquistando un’auto di terza fascia non è previsto nessun contributo, mentre rottamando un’auto euro 0, 1 o 2 il contributo sarà di 3.000 euro, scendendo a 2.000 euro con la rottamazione di auto euro 3 o 4.
La seconda fascia prevede un tetto massimo di spesa di 45 mila euro. Per persone fisiche e giuridiche con Isee superiore ai 30 mila euro, senza rottamazione è previsto un incentivo di 4.000 euro. Il contributo è di 8.000 euro se si rottamano veicoli euro 0, 1 o 2, 6.000 euro con la rottamazione di auto euro 3 o 4.

A chi è rivolto e come funziona

L'Ecobonus è rivolto a persone fisiche, aziende di car sharing o noleggio, novità della misura del 2024, e tassisti che acquistano auto o sostituiscono la vecchia, ciclomotori e veicoli commerciali. I fondi dovrebbero essere sbloccati a gennaio. La data precisa ancora non è certa, ma sicuramente nei primi giorni dell’anno in arrivo la situazione comincerà a muoversi e delinearsi, così come accadde nel 2023.

L’Ecobonus funziona tramite compensazione del contributo con il prezzo di acquisto, dove le case automobilistiche o gli importatori rimborsano il venditore. L’iter da seguire per avanzare la richiesta e ottenere il contributo è distinto in quattro fasi. La prima riguarda la prenotazione, attraverso la quale il concessionario prenota il contributo per i veicoli selezionati attendendone la conferma. Si passa alla fase in cui il venditore riconosce l’incentivo all’acquirente con la compensazione del prezzo di acquisto. Il rimborso al concessionario spetterà poi al costruttore e importatore, che a sua volta riceverà dal concessionario i documenti necessari per il recupero del contributo, inviando la richiesta all’ Agenzia delle Entrate, deputata al riconoscimento del credito di imposta.

Attualmente, il tempo stimato per completare la domanda è di 180 giorni, ma non è detto, considerando le battute d’arresto subite dall’automotive, che il tempo verrà esteso a 270 giorni. Non vi è la possibilità di cumulare l'Ecobonus con altri contributi nazionali per alcuni tipi di veicoli, mentre non sono menzionati limiti per contributi regionali o provinciali.

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